Hofner 500/1

Al pari della Rickenbaker di John Lennon, il basso a forma di viola è lo strumento che più di tutti viene identificato con Paul McCartney, a tal punto che Paul lo suona ancora oggi. Eppure la scelta di questo strumento fu abbastanza casuale e non per motivazioni esclusivamente musicali.
Paul McCartney non nasce bassista. Quando i Beatles suonavano ad Amburgo, nel biennio 1960-61, era uno dei tre chitarristi del gruppo (assieme a John e George), mentre il basso era affidato a Stu Sutcliffe. Stu, studente d’arte e pittore emergente, era entrato nella band più per la sua grande amicizia con John Lennon che per le sue capacità musicali. D’altra parte, in quel periodo il ruolo del bassista non godeva di grande considerazione e ci si accontentava di qualcuno che suonasse le note fondamentali tenendo più o meno il ritmo. Stu si stancò presto e iniziò a non presentarsi ad alcune serate; quando poi decise di sposare una ragazza del posto, Astrid Kirckherr, e rimanere ad Amburgo, la sua uscita dal gruppo fu definitiva.
Paul McCartney lo aveva già sostituito come bassista nelle sere in cui non era presente; una volta tornati a Liverpool divenne il bassista definitivo; ma si pose il problema di acquistare uno strumento. Il basso Rosetti di Stu, infatti, che aveva suonato fino ad allora, era in pessime condizioni. Ma Paul non aveva una grande disponibilità di denaro: anche come chitarrista, fino ad allora era stato costretto a suonare strumenti di seconda categoria. Così optò per uno dei bassi più economici che potesse trovare: un Hofner 500/1 a scala corta, dalla curiosa forma di viola.
Intervistato negli anni ‘60, motivò la sua scelta su base esclusivamente economica: “Il punto è che non costa tanto – disse – e io sono un po’ taccagno, sai”. Anni dopo, parlando un po’ più seriamente, ha aggiunto un altro motivo: lui è mancino e il basso aveva una forma perfettamente simmetrica; così, essendo costretto a suonarlo al rovescio, non avrebbe dato troppo nell’occhio. Non erano infatti tempi in cui fosse facile trovare strumenti per mancini (pensate a Jimi Hendrix…).

Il successo dei Beatles portò alla ribalta anche questo curioso strumento. La Hofner, così, non lasciò perdere l’occasione per sfruttare la pubblicità, e nel 1964 regalò a Paul un altro esemplare del basso, che presentava alcune piccole differenze costruttive (la disposizione dei pickup, il battipenna etc.). Paul continuò a usare questo secondo basso come strumento principale e quello vecchio come riserva, fino a che – dicono – quest’ultimo non gli è stato rubato.
Intorno al 1966, però, iniziò a essere insoddisfatto del suono dell’Hofner. In quel periodo era molto coinvolto dal problema di ottenere in sala d’incisione un suono di basso più potente e facilmente distinguibile, elementi indispensabili per supportare il nuovo stile che stava elaborando e che avrebbe caratterizzato i dischi del periodo psichedelico (Revolver, Sgt. Pepper, Magical Mystery Tour). Per ottenere lo scopo furono adottate alcune innovazioni nel posizionamento dei microfoni e nel missaggio; ma si rese necessaria anche l’adozione di un nuovo strumento: il Rickenbacker 4001 S-LH.
McCartney non abbandonò, però, del tutto l’Hofner e occasionalmente lo suonò durante gli ultimi anni della carriera dei Beatles: durante le sessioni per Get Back/Let it Be fu il suo strumento principale. Ma durante la sua carriera solista tornò a prediligere i modelli Rickenbacker.
Attualmente Paul non solo possiede ancora l’Hofner, ma è tornato a utilizzarlo con grande frequenza, anche dal vivo. Un aneddoto attribuisce ciò alle insistenze di Elvis Costello, con cui Paul ha scritto un paio di album a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90. Avendogli chiesto di collaborare con lui a quello che sarebbe stato “Flowers in the Dirt”, Costello avrebbe posto come unica condizione che Paul rispolverasse il suo vecchio basso a viola. E così fu.
Al giorno d’oggi la Hofner produce una serie di tre repliche di questo strumento, di cui le ultime due sono quelle suonate da Paul. La denominazione attuale è 500/1 Vintage ‘59, 500/1 Vintage ‘62 e 500/1 Vintage ‘63 e potete trovare maggiori informazioni qui. Il prezzo si aggira intorno ai 5/600 1200/2000 euro. La stessa Hofner produce il cosiddetto Violin Bass della serie CT del suo catalogo: non una replica, ma noa versione moderna con la stessa forma, che si può avere per 5/600 euro.
In alternativa esiste una replica – non fedelissima – della Epiphone, chiamata semplicemente Viola Bass e venduta a un prezzo tra i 250 e i 350 euro.
Esistono inoltre numerose altre repliche, più economiche ma anche sicuramente meno buone.
Un modello originale, invece, viene valutato tra i 1500 e i 2000 euro.
Ti chiedo scusa in anticipo per il tono saccente che, pur non volendo, mi verrà spontaneo. Farò alcune precisazioni, difatti, dal momento che è una vita che sbavo dietro questo basso, ho imparato davvero tanto su di lui.
1) Il basso di Stu non era un Rosetti, ma sempre un Hofner, un modello dalla cassa più ampia con dei pickups single coil in posizione ravvicinata.
2) La dimensione della cassa del 500/1 è quasi quella di una viola, ma la forma è più quella di un contrabbasso in miniatura, viste le “spalle scoscese” (questa lo so, è una finezza da rompiballe!)
3) Da quello che ho letto, la scelta del Rickenbacker fu dettata dal fatto che da tempo questa casa cercava di convincere Paul McCartney a suonare con il loro 4001, ma siccome avrebbe dovuto sborsare qualcosa, lui non cedeva. Fu solo quando gli fu regalato che si decise. (Questa potrebbe essere solo una storia, ma così ho letto)
4) Delle reissue attuali che produce la Hofner, solo il Vintage ‘62 è il modello realmente suonato da Paul McCartney, gli altri due sono modelli usciti prima e dopo il suo e lui non li ha mai usati con i Beatles. La reissue che manca all’appello sul sito della Hofner è il cosiddetto Cavern Bass (perché lo usò sin dai tempi del Cavern) che è stato in produzione fino a qualche anno fa, poi ritirato dal mercato per farlo riapparire come edizione dell’anniversario, e poi di nuovo ritirato e riproposto da poco. Lo si può trovare non sul sito della Hofner, ma su un negozio online tedesco. La confusione tra i nomi dei modelli è generata dal fatto che nel 1962 era possibile trovare entrambi i bassi in circolazione, sia quello con i pickups vicini (Cavern), sia quello cn i pickups distanti (entrambi usati da McCartney), mentre nel 1963, solo quello con i pickups distanti, ma con novità nei legni. Poi in realtà la storia dovrebbe essere un pochino più complicata, ma non me la ricordo tutta!
5) Ultima considerazione per non spaventare qualche possibile avventore: i prezzi, per le reissue dei modelli usati da Paul McCartney, si aggirano sui 1200/2000 Euro.
Spero di non essere stato sgradevole, sappi che apprezzo moltissimo questo blog, ho scritto tutta ’sta manfrina solo per dare il mio contributo.
Saluti!
Be’, non posso che ringraziarti per il contributo.
In effetti avevo notato che il modello che la Hofner chiama 62 non aveva i pickup vicini come nelle fotografie del periodo.
Riguardo al prezzo di listino, c’è stato un piccolo equivoco. Quello che ho indicato era - erroneamente - il prezzo del modello “Violin Bass” della serie C, che non è una replica di quelli anni ‘60, ma un modello contemporaneo che ne riprende la forma, sempre prodotto dalla Hofner. Correggerò subito l’articolo.
Quanto al resto, abbiamo versioni differenti. Cercherò di controllare la storia del basso di Stu, che a me risultava un Rosetti. Quanto al Rickenbacker, potresti avere ragione, anche se c’è da dire che ai Beatles regalavano strumenti in continuazione, e la Rickenbacker era particolarmente prodiga in ciò; quindi non era un evento eccezionale.
Le motivazioni della scelta del Rick legate alla ricerca sul suono, in ogni caso, vengono dalle interviste al personale di Abbey Road fatte da Mark Lewisohn (quindi a George Martin, Geoff Emerick, Ken Scott etc.). Poi intendiamoci: Lewisohn è un mito, ma in qualche caso pure lui, che è un essere umano, ha preso delle cantonate (cfr. la descrizione delle registrazioni di “Yesterday”…).
Grazie per i complimenti e per il contributo, che è sempre ben accetto!
p.s. già che ci siamo, ho ascoltato alcune canzoni del tuo gruppo. Molto bravi, soprattutto per il suono. L’insieme mi ricorda un po’ anche il beat italiano anni ‘60 (Corvi, Equipe 84). E prendilo per un complimento, eh!
La chitarra Rosetti era di Paul, prima che passasse al basso. Ricordo che raccontò di averla fatto fare una finaccia!
Per quanto riguarda il Rickenbacker mi sa che sei più informato tu.
Per i complimenti invece ti ringrazio molto, ma magari essere come loro. Mi sto ammazzando con i mixaggi per farli risultare più d’epoca possibile, ma non è facile per niente recuperare quella freschezza e immediatezza del suono tipica di allora…mi sa che dipende soprattutto da come si suona!
A presto.
Salve, volevo aggiungere che da qualche anno Hofner ha anche una serie più economica rispetto alla Contemporary, e che si colloca sulla fascia di prezzo dei 250€.
Si tratta dell’Icon, inizialmente venduto solo negli USA. Dal 2009 questo modello economico, fabbricato in Indonesia (mentre il Contemporary è costruito in Cina), viene commercializzato anche in Europa sotto il nome di Ignition.
Il Contemporary presenta un blocco di legno all’interno della cassa che ne aumenta il sustain e ha moltissime caratteristiche in comune con i vintage e le reissue, tra cui i pickup tedeschi.
L’Icon/Ignition invece è ispirato molto più liberamente al modello originale, ma come questo non ha il blocco nella cassa. Ha però pickup cinesi.
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