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Rickenbacker 325

Pubblicato da Walrus il May-18-2008

La storia di questa chitarra è uno di quei casi in cui uno strumento è stato talmente identificato con un musicista da diventarne quasi l’icona. La Ric 325 sta a John Lennon come la Fender Stratocaster sta a Jimi Hendrix, o la Gibson SG sta ad Angus Young.

Lennon acquistò questa chitarra ad Amburgo nel 1961, investendo soldi faticosamente messi da parte. Si trattava di un modello nel naturale color legno, con il battipenna dorato e la particolarità di essere “a scala corta”, vale a dire con un manico leggermente più corto del consueto. Era uno strumento perfetto per il rock n’ roll dell’epoca: il corpo cavo (senza buche a f) ma soprattutto i tre pickup di tipo “toaster” (così chiamati per la loro somiglianza a un tostapane) producevano un suono squillante, tagliente, che probabilmente non è stato più eguagliato da alcuno strumento.





La chitarra continuò per alcuni anni ad essere il solo e unico strumento di John Lennon. Anzi, si può dire che fu proprio lui a renderla famosa. Con un altro aspetto, però: quando i Beatles raggiunsero il successo, nel 1962-63, la Ric 325 era stata sottoposta dal suo possessore a una serie di modifiche, la più evidente delle quali fu una bella passata di pittura nera. Questo - si dice - perché si intonasse meglio con il nuovo look del gruppo.

Quando i Beatles sbarcarono in America nel 1964, la Rickenbacker non si fece sfuggire l’occasione per sfruttare a scopo promozionale il fatto che un chitarrista così famoso suonasse un proprio strumento. Fu così preparata una nuova versione della 325, denominata Jetglo: differente per alcuni dettagli tecnici (la scala era normale), ma soprattuto nera. Lennon presto adottò questa versione come principale chitarra, in sostituzione della precedente. Fu anche prodotta una variante a 12 corde, ma si trattò di un esperimento senza molto successo.

Ma a partire dal 1965 l’uso della 325 divenne sempre più rado, fino al suo totale abbandono. Una simile chitarra - così adatta al rock n’ roll - si rivelava meno utile per le nuove tendenze del pop anni ’60: non si può dire che desse il meglio di sé con l’overdrive o i primi distorsori “fuzz” che comparivano in quegli anni.Così Lennon, tra il 1965 e il 1966, passò per varie chitarre, compresa la Fender Stratocaster, fino a scegliere definitivamente come sua preferita la Epiphone Casino.

Non si disfò però della Ric 325, che rimase in suo possesso e fu suonata - a quanto sostiene qualcuno - addirittura durante le registrazioni di “Double Fantasy” nel 1980.

Oggi la Rickenbacker produce due repliche fedeli delle 325 suonate da Lennon, nell’ambito della serie C del suo catalogo. Se già normalmente le Ric non sono chitarre economiche, queste in particolare sono abbastanza costose. Ricordo di averne vista una in un negozio di Lecce, del tipo Jetglo 1964, in vendita per 2500 euro. È rimasta lì per anni, senza che nessuno osasse nemmeno avvicinarsi. E ho la sensazione che sia ancora lì…



  1. Enrico Commenta,

    Non ci credo, fino ad ora sono sempre stato convinto che la Rickenbacker 325 fosse solid e invece non lo è!!!
    Ma allora è proprio nei corpi cavi delle chitarre e dei bassi il segreto del suono Beatles!
    Grazie, mi avete chiarito un’aspetto per me molto importante, sono sempre stato pro-hollowbody.

  2. Walrus Commenta,

    E sì, invece è hollow body. In effetti la forma della chitarra si presta all’equivoco, tant’è che anche all’epoca molti la ritenevano una solid body. Così la Rickenbacker iniziò a produrre, dopo il ‘64, una versione con la buca a baffetto simile a quella della 360/12, in modo che fosse più evidente la natura semiacustica (e anche più giustificabile il prezzo maggiore).
    Tradizionalmente le Rick sono sempre state hollow body e neck-thru.

  3. Enrico Commenta,

    Quella con la “F” ricordo che fu sponsorizzata con il faccione di John Lennon anche se non la usò mai, mentre credo fosse suonata da John Fogerty dei Credeence Clearwater Revival. Personalmente l’ho sempre ritenuta orrenda con quella buca, la forma proprio non si presta ad una “F”. Invece quanto è bella la buca ad occhio di gatto?
    A questo punto mi sorge un dubbio: ma le fasce laterali delle due “ali” hollowbody, sono in legno piegato a caldo come sulle acustiche oppure sono panetti di multistrato sagomato? Immagino che la risposta esatta sia la prima, ma preferisco chiedere.

  4. Walrus Commenta,

    In realtà si tratta di un corpo scavato come sulle chitarre con le casse di risonanza (es. certi modelli di Telecaster); solo che le casse ai lati sono completamente cave, ottenendo un effetto molto simile a una semiacustica, anche se con un corpo più sottile e una tecnica costruttiva differente.

    Anche il manico è particolare, perché non è completamente neck-thru, ma arriva sino a circa metà del corpo.

    Se vai sul sito della Rickenbacker puoi vedere alcune foto delle fasi di produzione.

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