Pubblicato da Walrus il Dec-15-2008

Per i Beatles “Across the Universe” più che una canzone fu una piccola odissea. Passano infatti più di due anni dalla prima incisione alla pubblicazione della versione più famosa. Tra le due date, di mezzo ci sono sei take, un gran numero di prove e almeno tre differenti remissaggi. Il tutto senza giungere a una versione che soddisfacesse a pieno il suo autore.
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Pubblicato da Walrus il Dec-4-2008

Il quarto album dei Beatles, intitolato con una discutibile spiritosaggine “Beatles for sale”, è generalmente riconosciuto come uno dei meno riusciti del gruppo.
La spiegazione che viene fornita fa riferimento alla fretta e allo stato di stress in cui i Beatles vi lavorarono. Quando i quattro entrarono in studio l’11 agosto del 1964, erano reduci da mesi di intenso lavoro senza alcuna pausa. Appena a giugno avevano terminato di incidere “A Hard Day’s Night”, nuovo album e colonna sonora del loro primo film. Erano seguiti un paio di mesi di tourné in giro per il mondo: tra la fine di giugno e tutto luglio avevano suonato in Danimarca, Olanda, Hong Kong, Australia, Nuova Zelanda, Svezia, più un’interminabile serie di esibizioni alla tv e alla radio. Nel frattempo, il 6 luglio il film aveva debuttato nelle sale. Risultato di tutto questo sforzo fu un enorme successo: “A Hard Day’s Night” ai primi di agosto era al vertice delle classifiche sia in Inghilterra che negli Stati Uniti. E proprio negli States era previsto un breve tour a cavallo di agosto e settembre.
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Pubblicato da Walrus il Nov-27-2008

La storia dei Beatles non è soltanto quella di un complesso musicale: per più di un aspetto è la storia stessa della musica contemporanea e della sua evoluzione tecnica.
Quelli in cui il gruppo compie la parabola sono infatti anni di autentica rivoluzione copernicana della registrazione in studio, durante i quali si passa in breve tempo da primitive tecniche di sovraincisione a moderne attrezzature multitraccia.
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Pubblicato da Walrus il Nov-24-2008

Quando fu pubblicato il doppio album “The Beatles”, subito ribattezzato il “White Album” dal colore della copertina, critica e pubblico gridarono all’ennesimo successo del quartetto di Liverpool. Tony Palmer sull’Observer espresse il famoso giudizio secondo cui i Beatles erano i più grandi compositori di canzoni dai tempi di Schubert. Ma quell’articolo, divenuto celebre per questo paragone, andava ben oltre, esprimendo un entusiasmo totale per la varietà musicale del disco: “volete del rock ‘n roll? I Beatles lo hanno fatto e meglio… volete del blues? I Beatles lo hanno fatto e meglio…”
Ciò che pubblico e critica ignoravano era che l’album era stato il frutto di mesi penosi di litigi tra i Beatles stessi e tra loro e il personale tecnico, di consumi di droga e notti passate a menare il can per l’aia senza produrre niente di buono. Quello che sembrava l’ennesimo successo, era il realtà il primo passo verso lo scioglimento del gruppo.
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Pubblicato da Walrus il Apr-18-2008

La leggenda di Strawberry Fields nasce in Spagna. John Lennon scrisse infatti questa canzone nel 1966, mentre si trovava nella penisola iberica per le riprese del film “How I Won the War” di Richard Lester.
Non è un caso che un capitolo così importante nella storia della band avvenisse in quei giorni. Il 1966 è infatti un anno cruciale nella loro carriera. In pochi mesi erano avvenuti due avvenimenti capitali: la decisione di abbandonare le esecuzioni dal vivo, maturata al termine di una delle più turbolente tournée della loro carriera, e l’uscita di “Revolver”, l’album con cui i Beatles si ponevano dichiaratamente sulla strada dell’avanguardia musicale.
Nonostante quest’ultimo successo, agli occhi del pubblico il futuro dei Beatles appariva più che incerto, tant’è che più di un giornalista insinuava che in realtà il gruppo fosse in procinto di sciogliersi.
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