Nel 2007 l’attore comico inglese Peter Serafinowicz ha realizzato alcune divertenti parodie dei Beatles per il suo “Peter Serafinowicz Show” in onda sulla BBC, interpretando a rotazione il ruolo di tutti e a quattro.
Eccovi quelle che potete trovare su internet. Sono grandiose, no? Io sono morto dalle risate.
Per i Beatles “Across the Universe” più che una canzone fu una piccola odissea. Passano infatti più di due anni dalla prima incisione alla pubblicazione della versione più famosa. Tra le due date, di mezzo ci sono sei take, un gran numero di prove e almeno tre differenti remissaggi. Il tutto senza giungere a una versione che soddisfacesse a pieno il suo autore.
Il quarto album dei Beatles, intitolato con una discutibile spiritosaggine “Beatles for sale”, è generalmente riconosciuto come uno dei meno riusciti del gruppo.
La spiegazione che viene fornita fa riferimento alla fretta e allo stato di stress in cui i Beatles vi lavorarono. Quando i quattro entrarono in studio l’11 agosto del 1964, erano reduci da mesi di intenso lavoro senza alcuna pausa. Appena a giugno avevano terminato di incidere “A Hard Day’s Night”, nuovo album e colonna sonora del loro primo film. Erano seguiti un paio di mesi di tourné in giro per il mondo: tra la fine di giugno e tutto luglio avevano suonato in Danimarca, Olanda, HongKong, Australia, NuovaZelanda, Svezia, più un’interminabile serie di esibizioni alla tv e alla radio. Nel frattempo, il 6 luglio il film aveva debuttato nelle sale. Risultato di tutto questo sforzo fu un enorme successo: “A Hard Day’s Night” ai primi di agosto era al vertice delle classifiche sia in Inghilterra che negli Stati Uniti. E proprio negli States era previsto un breve tour a cavallo di agosto e settembre.
La storia di questa chitarra è uno di quei casi in cui uno strumento è stato talmente identificato con un musicista da diventarne quasi l’icona. La Ric 325 sta a John Lennon come la Fender Stratocaster sta a Jimi Hendrix, o la Gibson SG sta ad Angus Young.
Lennon acquistò questa chitarra ad Amburgo nel 1961, investendo soldi faticosamente messi da parte. Si trattava di un modello nel naturale color legno, con il battipenna dorato e la particolarità di essere “a scala corta”, vale a dire con un manico leggermente più corto del consueto. Era uno strumento perfetto per il rock n’ roll dell’epoca: il corpo cavo (senza buche a f) ma soprattutto i tre pickup di tipo “toaster” (così chiamati per la loro somiglianza a un tostapane) producevano un suono squillante, tagliente, che probabilmente non è stato più eguagliato da alcuno strumento.
Yoko Ono sta cercando di bloccare l’uscita di un film documentario di due ore con materiale inedito su John Lennon. Il filmato, girato dall’ex marito dell’artista giapponese, Anthony Cox, è stato acquistato dalla World Wide Video ma è attualmente in possesso della vedova Lennon. La settimana prossima prenderà avvio un processo a Boston per stabilire chi ne è il legale detentore.
Secondo le indiscrezioni, Yoko Ono sarebbe preoccupata in particolare da una scena in cui John Lennon fuma marijuana e una in cui suggerisce di mettere dell’Lsd nel tè del presidente Nixon.
La leggenda di Strawberry Fields nasce in Spagna. John Lennon scrisse infatti questa canzone nel 1966, mentre si trovava nella penisola iberica per le riprese del film “How I Won the War” di Richard Lester.
Non è un caso che un capitolo così importante nella storia della band avvenisse in quei giorni. Il 1966 è infatti un anno cruciale nella loro carriera. In pochi mesi erano avvenuti due avvenimenti capitali: la decisione di abbandonare le esecuzioni dal vivo, maturata al termine di una delle più turbolente tournée della loro carriera, e l’uscita di “Revolver”, l’album con cui i Beatles si ponevano dichiaratamente sulla strada dell’avanguardia musicale.
Nonostante quest’ultimo successo, agli occhi del pubblico il futuro dei Beatles appariva più che incerto, tant’è che più di un giornalista insinuava che in realtà il gruppo fosse in procinto di sciogliersi.