You really got a hold on me

Questa è sempre stata una delle mie preferite.
“You Really Got a Hold on Me” era in origine un successo del cantante afroamericano William “Smokey” Robinson, il quale con la sua band The Miracles fu uno dei primi artisti di punta della Tamla Motown Records.Il pezzo in questione venne pubblicato come singolo nel 1962, e da subito entrò nel repertorio dei Beatles. Questi furono infatti sempre degli appassionati della Motown e della musica nera in generale, come attestano le numerose cover nei primi dischi, nonché alcuni brani (come “When I Get Home”) scritti nel tentativo di imitare quello stile.
Questa ballata, in particolare, era perfetta per dare uno stacco melodico alle loro esibizioni e aggiungere quel tocco di romanticismo con cui i Beatles, sin da prima di diventare famosi, cercavano di strizzare l’occhio al proprio uditorio femminile. Essendo parte così stabile dei loro spettacoli dell’epoca, era naturale che fosse inclusa in un album, come avvenne per la loro seconda pubblicazione in 33 giri, “With The Beatles”. Fu, tra l’altro, la prima canzone a essere incisa per l’album: non ancora sicuri del nuovo materiale, preferirono partire con un pezzo su cui erano già allenati dalle esecuzioni dal vivo. E infatti la registrazione fu iniziata e conclusa nello spazio di un mattino, il 18 luglio 1963.
Eccovi la versione originale del pezzo:
È interessante infatti mettere a confronto le due esecuzioni, per capire in che modo i Beatles si accostavano alle canzoni di altri artisti. Innanzitutto va registrato un cambiamento di tonalità: Robinson eseguiva il pezzo in Do, mentre i Beatles preferiscono abbassarlo in La. Questo probabilmente per facilitare l’esecuzione vocale; tuttavia il La permetteva un più comodo lavoro chitarristico, consentendo un passaggio più naturale al Fa# minore senza cambiare troppo la diteggiatura. La versione dei Beatles è infatti, come ci si può aspettare, una trasposizione per chitarra.
Laddove Robinson si avvaleva di pianoforte e sassofoni, i Beatles utilizzano quasi esclusivamente le proprie chitarre elettriche, se si eccettua - su disco ma non dal vivo - alcuni fraseggi di piano. Differenti inoltre le voci. Robinson prediligeva un’armonizzazione a due nella quale spicca comunque la voce guida femminile; i Beatles optano invece per un arrangiamento dei loro (quasi un “muro del suono”), che non permette alla voce guida di Lennon di spiccare se non in alcuni punti topici.
Nel complesso è impossibile fare una scelta fra le due versioni. Sono entrambe molto belle ed emozionanti. C’è da dire però che i Beatles, come in altri casi, dimostrano una capacità di prendere le canzoni altrui e dare loro maggiori incisività e pathos. Una dote che trova le sue maggiori espressioni in canzoni come “Twist and Shout” e “Money”, ma che vede anche in questo pezzo un piccolo esempio.
“You Really Got a Hold on Me” fece parte ancora per molti anni del repertorio live dei Beatles. Né scomparve del tutto dalla loro memoria. Come sapranno quelli che hanno visto il film “Let it Be”, durante le famose Get Back Sessions i Beatles improvvisarono una nuova versione di questo pezzo:
Trattandosi di un’unica prova dopo anni in cui non la eseguivano, commisero parecchi errori, tant’è che nel film ci sono dei tagli (ma la versione integrale si può trovare in alcuni bootleg). Nonostante ciò si tratta di un’esecuzione convinta, con un Lennon a volte in difficoltà a raggiungere il tono e ricordare le parole, ma che canta comunque dando il meglio di sé. A me personalmente ha sempre emozionato questa scena, con i Beatles sull’orlo della fine che recuperano dalla memoria un brano della loro giovinezza. E che brano!
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